9 commenti su “Di quando non ti incontrai !

  1. Se dovessi trasporre su un foglio telato l’immagine che di te mi sono creata, riprodurrei un microcosmo, variopinto di colri differenti, cangianti di zona in zona, a volte tetri e a volte vivacemente accesi. Comprerei solocinque tubetti di colore ad olio, i tre principali più i due .credo potrebbero bastare per rendere grazia ad ogni sfumatura, visibilmente impercettibile. Solo l’olio;l’acquerello potrebbe risultare opaco e poco brillante. Scegierei la minuzia dei fiamminghi cinquecenteschi o la mano di Richard Dadd ,negli anni in clinica, per riprodurre Un mirabile microcosmo allegorizzato,in cui ogni cosa, oltre alla sua funzione pratica,rimandasse ad un altrove, ad un altro mondo e così via…
    Le radici nodose di un centenario salice piangente nascondono una piccola botola di legno, mimetizzata fra muffe e fermentazioni di ogni tipo. Una piccola tana sottoterra, claustrofobicamente piccola, ma abbastanza grande da avere tutte le pareti naasconste da libri, un tavolo con una candela,e una grande e grossa pietra, coperchio di un pozzzo luminoso, che funge da giaciglio. Nessun orologio; c’è solo una clessidera, o non so cosa, che segna il tempo a piacimento del soggetto che la adopera. Poi c’è il pozzo luminoso: la prima soglia liminale fra la realtà e l’aldilà. Puf! Cambio di scena:Non più la tana sotto terra in cui non filtra mai un raggio di sole, ma una una foresta allucinata, alla stregua di quelle dei manga di miyazaki- questo non so se perché ultimamente sto divorando cartoni- in cui ogni cosa, ogni pianta, ogni mostro e ogni fiore, oltre ad essere un’allegoria, conduce in un altrove, in un altro posto, in altro luogo differente, ove il soggetto, scevro da ogni cognizione del tempo, si perde…. e non sempre riesce a ritrovare la strada! Non dimentichiamo da quale habitat naturale il nostro protagonista sta scappando! Infatti, non essendo la sua realtà mai illuminata dai raggi del sole, X, nella foresta, tanto più si avvicina alla luce, tanto più ritorna indietro spaventato da questa luce, a cui i suoi occhi non sono abituati. Non l’hanno mai vista. Potrebbero mai pensare che possa essere positiva? Nel mio disegno/fumetto/storia/favola, poiché dalla mia fantasia dipende ogni cosa, aggiungerei un ”è vissero felici e contenti’ o ancor meglio ””Adesso era felice di avere sofferto pene e travagli, perché lo avevano reso capace di godere pienamente dei piaceri e della gioia che lo circondava; perché ora i grandi cigni nuotavano intorno al nuovo venuto, e gli carezzavano il collo con i loro becchi, porgendogli il benvenuto”. Insomma, se potessi orchestrare la mia vita e quella degli altri con la fantasia, aggiungerei a volte ai tuoi posts un lieto fine, una parte conclusiva che completasse felicemente le peripezie dell’eroe, o che quanto meno aiutasse l’eroe ad edulcorare il suo punto di vista. C’è sempre una sfumatura positiva in ogni cosa! Spero non ti abbia indisposto la puerilità fuori luogo del mio intervento. Purtoppo so molto bene che è tanto odiosa l’impertinenza,soprattutto quando è gratuita e non richiesta, ma oggi un briciolo d’autostima in più mi ha concesso di abbandonare ogni sofisma e sparare liberamente parole che domattina, cambiato punto di vista su me, la mia vita e il mio mondo, ripudierò, senza possibilità di accartocciarle e strapparle in mille pezzettini. Ieri sera, l’alcol era più del dovuto e leggendo il tuo post mi è venuto questo flash (fors’anche sollecitato dal nome del blog) che poi, messo nero su bianco ,sembrava avesse voglia di crescere. Lo condivido solo e soltanto perché nato da qui e non ex abruptu.
    Namastè

    • Nessuna impertinenza nelle tue parole, sono semmai stupito dal tuo racconto, mi ero fatto un idea molto diversa di te, forse perchè in qualche modo riuscivo solo ad associarti a me stesso considerando che i tuoi commenti sono sempre stati accordati sulla mie note, o così io li vedevo; ma adesso non saprei proprio più che tipo di persona potresti essere. Molto meglio così. Ho trovato che le immagini che hai evocato riuscivano a risvegliare reali e piacevoli allucinazioni mentali. Un viaggio in un incoscio figurato che mi piacerebbe ripercorrere ancora. Spero che troverai altre sere in cui vorrai condividerle con me, se la testa non scoppia prima a uno di noi due, beninteso, accompagnate o meno da una complice ebrezza. Solo un commento a margine, il lieto fine non è qualcosa che non tengo in conto, credo che qualche traccia di speranza, in briciole sparse che non tracciano un reale percorso, sia comunque rimasta.
      A presto !

  2. l’immagine che di me ti eri creato era più che corretta; una cosa però hai tralasciato (se giustamente la carica vitale del mio post precedente ti ha stupito): io non sono un oggetto finito e perfetto, ma un soggetto pensante in grado di cambiare idea, oltre ad avere una schizofrenica instabilità. Sì, il timbro dei miei commenti continuava le tue note, forse condividevamo un pessimismo cosmico ,o una visione poco ottimistica. ma per ora, in me, è in atto una rivoluzione che tenta di debellare a fatica tutto il marcio con cui, per anni, ho voluto contornare e nutrire la mia vita. Sto tornando a riscoprire i colori del mondo, o piuttosto,sarebbe più approrpriato, a colorare sezioni bidimensionali in bianco e nero. È un periodo in cui vorrei riappropriarmi del tempo trascorso stando chiusa in una stanza o in una paranoia. Davanti a me vorrei lasciare il minor numero di rimpianti. A venticinque anni si deve avere la forza per poter fare e cambiare ogni cosa; salute e tempo giocano dalla nostra parte, e non si può ammettere che un giovane nel pieno vigore dei suoi anni, munito di ogni cosa, si faccia paralizzare da inibizioni volontarie, nella maggior parte dei casi, relegandosi o regalandosi flash, paranoie e soliloqui. Voglio credere che realmente homo faber fortunae suae, nonostante molte volte si percorrano strade che, per vigliaccheria o affetto, si lascia tracciare ad altri…. spero solo che la mia apologia non rivelerà un giorno un ” cambiare tutto per non cambiare niente”!
    Non sai quanto io mi stupisca di questa verve così positiva, ma è stata questa a guidare il mio post precedente: ti ho voluto mostrare l’immagine che di te mi sono creata(e onestamente non pensavo sarebbe stata accolta e apprezzata) e che, credo, sia di gran lunga differente da quella che tu offri ai tuoi occhi. Volevo provare a fornirti un’altra chiave di lettura e auto-lettura. So che potresti non averne bisogno, ma purtroppo ho difficoltà ad astenermi dall’esternare un pensiero che può far piacere sentire… Anche quando di fronte ho uno sconosciuto che non so come le prenderà! Non so se, dopo questo commento,nelle tue pagine troverai altri post scripta, pronunciati da un cactus, un’orchidea o da un fungo allucinogeno, indicante l’umore dello scrivente, ma per ora ricerco dialoghi dialettici a viso aperto(perdona la cacofonia).
    Quindi a risentirci o a rivederci!
    p.s. so che in te c’è più di ”qualche briciolo di speranza sparsa qua e là”, ma se ti capita
    ( ”C’è sempre un se:
    chissà perché
    questa sciocca congiunzione
    ce l’ha tanto con me” dice Rodari),
    fai in modo che possa diventare una linea-guida!!! :)

    • beh ognuno di noi oscilla in uno spettro prestabilito di emozioni, penso che alcune ci siano precluse, o più probabilmente siamo solo in grado di provarle in modalità assolutamente soggettive, tali che potrebbero talvolta disarmare chi ci sta accanto. Io poi come avrai capito vivo in una costante ricerca di razionalizzazione, o forse dovrei dire vivevo: a 28 anni ho giò l’impressione che tutte le categorie siano già nella mia testa e da quando questa analisi si è conclusa mi sembra di involvermi legato a queste ultime come principi di vita. In pratica un atrofia della mente. La mia memoria è situazionale, semplifico riassumo e creo concetti generali, elimino il superfluo ( non sono così ingenuo da crederlo realmente tale ). Non ho memoria di frasi citazioni parole e gesti; rielaboro le mie esperienze e le trasformo in sensazioni. Adesso io non so se esisti(ssssssss) mi piacerebbe. Di te ho raccolto sensazioni in questi mesi. Quando sei comparsa riflettevi la mia immagine, e nel mio volto riflesso ho dato pennellate per far emergere i tuoi lineamenti, ma sempre nella penombra. Da questo specchio sei emersa con ancora i miei colori sul volto, e hai iniziato a parlare. Ecco l’egoismo di chi si è creduto creatore e si trova perlplesso di fronte alla libertà della propria creatura. Niente di tutto questo è vero, perchè io non so se esisti, ma mi sarebbe piaciuto. ( in parole semplici, quello che non riesco ad avere con te è un dialogo, i commenti mi fanno sempre piacere e non nego di attenderli, ma quanto varrebbe un dialogo e conoscersi e dare un contesto, almeno per farmi contagiare dalla tua verve positiva! ne ho davvero bisogno in questo periodo. )
      Buona notte Cactus Orchidea o Fungo allucinogeno :)

  3. buongiorno!
    forse dovresti provare a cercare la semplicita e apprezzarla per quello che e’, spontanea e scevra da ogni cerebralismo!
    in realta credo che haisempre sospettato la mia identita’;bastava voler ammettere l’addizione dei fattori!
    so bene che uno pseudonimo e’ riuscito ad essere molto piu’ interessante del mio piccolo nome palindromo, formato solo dalla geminazione di due vocali e due consonanti! pertanto, ho seri dubbi nel credere che vorrai ancora un dialogo, ma adesso sai per certo chi sono.

    • i nomi palindromi nella lingua italiana son veramente pochi e tra questi è facile trovare il nome più probabile, sopratutto se gli altri nomi sono ava ada otto ecc. Non ho quindi la certezza matematica di chi tu sia ma un forte sospetto è vero, l’ho sempre avuto. Certo non eri l’unica a cui avevo pensato ma sicuramente tra le ipotesi più forti, anche perchè ricordavo che anni fà mi chiedesti se potevi commentare quello che scrivo, io allora pensai alle poche note su facebook ma da li è facile arrivare a questo blog sebbe non l’abbia mai pubblicizzato. Non vedo perchè adesso precludersi un dialogo che comunque da un punto di vista semantico negandolo tu non posso negarti :P ovviamente l’imbarazzo sarà normale, quantomeno per la mia timidezza e per il fatto che a parte qualche saluto non ci conosciamo. E poi almeno adesso non sono solo io ad avere un volto e ti ringrazio per aver continuato a leggermi nonostante l’evidente povertà di contenuti di questo spazio.

  4. ho qualche difficolta’ a mettere in pratica le cose che consiglio. ma in questo caso e’ solo un problema di autostima,credo

    • beh l’impresa titanica sta nell’invertire il corso di un fiume; e ovviamente parlo di interventi sistematici e non della diretta conseguenza di una piena casuale.

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